I am a performing and visual artist and musician. Born in Ventura, California, I have lived in Florence, Italy since 1998.

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Americani ubriachi a Firenze. Siamo tutti un po' responsabile.Americani ubriachi a Firenze. Siamo tutti un po' responsabile.

Mi dispiace che mi chiamano solo quando c'è qualche problema.

Ieri, ore 17 -- sto tornando dai nonni.  Chiamata da un numero che non conosco.  La Repubblica, che vuole sapere che cosa ho da dire su un ragazzo americano caduto dal quarto piano perché ubriaco.

E io che c'entro?

Ma purtroppo, c'entro.  Come tutti noi che vivono a Firenze.  Abbiamo tutti una responsibilità verso questi ragazzi -- una responsabilità che purtroppo spesso va a farsi benedire.

Se volete sapere cosa e' successo al povero imbecille (e lo dico come se fosse il mio fratello) che ha pensato bene di scavalcare tra un palazzo ad un altro alle 3 di mattina, leggete pure.

Io invece mi chiedo -- come mai mi chiamano solo quando e' successo qualcosa di brutto?  Perché non chiamare, come ha fatto la nuova assessore alle Università, e dare una mano a Firenze Live, o a un altro progetto che cerca di trovare soluzioni a questo problema.

E' troppo facile dare la colpa all'alcool, alla 'cultura alcoolista' americana (o inglese, o tedesca, o norvegese), alle scuole, o chi altro.

La verità e' che tutti guardagnano sulla presenza degli studenti americani in questa città -- il comune e le università -- i locali, si -- ma anche negozi di vestiti, alberghi, ristoranti, librerie, musei, gelaterie, forni, pasticcerie -- avete capito.

Ma a proteggere questi ragazzi da se stessi e le persone che si arricchiscono sulla loro ubriachezza non ci pensa nessuno.  Le università negano ogni responsibilità per i ragazzi al di fuori delle ore di classe, i locali (nonostante le  promesse di alcune) continuano a riempirli fino all'inverosimile, la burocrazia del comune fa si' che tanti eventi alternativi (e "puliti" dal punto di visto di alcool) non possono essere messi in atto per la mancata possibilità di avere permessi - insomma, si -- non va bene che i ragazzi bevono cosi' tanto, ma onestamente, che altro offriamo in questa città?

Diventare uno stato di polizia non funziona nemmeno.  Almeno che non si mette al bando la vendita di birra anche alla Standa, i ragazzi troveranno un posto per comprare.  Aiuta che un negozio in via Faenza offre 10 birre per 8 euro?  No.  Ma i ragazzi comprerebbe lo stesso anche a prezzi più alti.

Bisogna dare dei alternativi.  Alternativi veri, che fanno stare bene i ragazzi senza metterli in pericolo.  Non si tratta di mandarli a giro per i musei di notte.  Non sembra divertente nemmeno a me che ho 37 anni, figuriamoci ad un ragazzo di 20 anni.

Non esiste una soluzione facile.  E la risposta non sta in una sola soluzione, ma in tante idee che, piano piano, cominciano a creare una realtà più bella, sia per gli studenti, sia per noi che abitiamo in questa città.

Che ne pensate voi? 

Dateci una mano -- scrivetevi alla nostra pagina di Facebook -- cosi' partecipate anche voi.

 

good post

Good post, Aaron,
I have to admit I did think of you, too, when this happened. Congrats on getting the call from the newspaper though! When i saw the headline I thought "here we need FirenzeLive" and wondered what progress you've made on the matter.

I DO think that going to museums at night is fun though, so on that i disagree with you ;-0

and i have never been so bored that i needed to go drinking or building-climbing at night; there is internet, tv, friends, books, culture, and sleep. What is WRONG with these people?
ciao
Alexandra

II also love museums. And

II also love museums. And would visit them more if I could!
But I can understand the students wanting to let off steam after studying all day. Most of them visit more museums than we do, while they're here
I'd just like to see them blow off steam without getting hurt.

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